Opere / Artworks

CARTOGRAFIE

"Il viaggio ed il viaggiatore in qualche modo si somigliano. Entrambi confermano la presenza l'uno dell'altro, entrambi si riconoscono lungo il percorso."
(Daniela Forcella)

Con questo incipit Daniela Forcella apre a Venezia il 5/10/2017 la personale "Cartografie" a cura di Viviana Lavinia Algeri, un ciclo di sei opere scultura in legno e resina dove cuori mappati come territori affidano alla luce il segno guida già tracciato "a memoria" di quanto vissuto. La mostra è ambientata in uno spazio-guscio allestito all'interno della Biblioteca del Temanza a Palazzo Zenobio, la penombra ed il video realizzato per l'occasione sono pensati a compendio di una esperienza sensoriale più simile ad una pausa di intima riflessione che ad una esposizione.
L'artista esprime attraverso la metafora del viaggio e del viaggiatore il proprio percorso interiore, alla ricerca di quella identità che sente perduta, quasi schiacciata da un quotidiano scandito da ritmi e pres- sioni non più sostenibili. Una pausa sabbatica fatta di silenzio e osservazione.
"Cartografie" ne è l'approdo, un invito a recuperare quei segni che tracciano il vissuto di ogni essere in maniera incancellabile, restituendoli al presente quali viatico per proseguire il cammino.

Frames

Il viaggio iniziatico del ciclo "Cartografie", del quale ne è rappresentato il prologo con "A Memoria", prosegue il suo corso con "Frames".

Quattro singoli frammenti di territorio definiti e compresi in un 'fermo immagine' che come nella migliore filmografia, racconta la storia in un unico fotogramma. Istantanee di territori disegnati in un bianco totale quasi abbagliante dove la solitudine dell'umana figura di rosso palpitante ci sembra ancora più marcata nella sua infinita potenza allegorica. Il cambio di scala, pur mantenendo intatta la struttura del racconto, è il tema sul quale l'artista sta lavorando per la realizzazione dei lavori successivi a compendio dell'intero ciclo. Del resto, il viaggio è appena iniziato e Frames non è che una delle tante tappe di un cammino che, a detta dell'artista, ha in serbo ancora molte sorprese.